PREMIO FONDO SOCIALE EUROPEO/GIOVANISÌ

Nellambito della campagna di informazione sugli interventi del FSE dedicati ai giovani e sulle altre opportunità di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per lautonomia dei giovani, è istituita la sezione speciale “Premio Fondo Sociale Europeo/Giovanisì. Il premio è assegnato allartista o band partecipante al Rock Contest, che ha prodotto il brano che meglio esprime desideri e inquietudini del mondo dei giovani e più in generale la condizione giovanile. Il Premio in palio, per limporto di 2.000 Euro, finanzierà un progetto artistico finalizzato allevoluzione musicale e professionale del solista o della band vincitrice (a titolo esemplificativo: giornate in studio di registrazione, produzione CD, produzione videoclip, promozione tramite ufficio stampa etc). Sono automaticamente iscritti al Premio Fondo Sociale Europeo/Giovanisì, tutti i 30 i solisti e band partecipanti alle fasi live del Rock Contest (per candidarsi alla vittoria del premio è necessario allegare, allatto delliscrizione, il testo della canzone con la quale si intende partecipare. Se è in lingua straniera, va inserito il testo originale e la sua traduzione in italiano). Il vincitore del Premio sarà designato insindacabilmente da una giuria composta dal direttore artistico del Rock Contest, da conduttori musicali dellemittente Controradio e da un rappresentante di Regione Toscana.

Vota il tuo brano preferito

Votazione aperta fino alle 22 del 9 dicembre

ANGELIKA

Bio

È toscana Angelica Del Nibbio, in arte Angelika, ha 23 anni, si è approcciata al canto e alla scrittura creativa a 12 anni studiando in diverse scuole di musica e facendo master. Ha iniziato a studiare chitarra a 14 anni, strumento che usa prevalentemente per la scrittura. In quest’ultimo anno ha deciso di condividere la sua musica e ha pubblicato il primo singolo mentre è al lavoro su altri brani. La proposta è un pop soul elettronico che coniuga accessibilità “popolare” ad arrangiamenti raffinati e contemporanei.

Testo - INSICUREZZA

L’insicurezza è una brutta bestia
Che ti morde sul collo
Quasi fosse sciacallo
Carne fresca
Per chi brama e aspetta
Che la mia vita si trasformi
In uno splatter di altri giorni

Io mi sento forte
Ma l’ascia della morte
Miete le mie svolte
Prevede le mosse (x2)

Rit:
Gli occhi mi ruotano un po’
Come mi girano-oh
Le palle, le palle
Gli occhi mi ruotano un po’
Come mi girano-oh
Le palle
Mi girano, mi girano le palle
Le palle…

Desidero un giorno
Un dolce ritaglio
In mezzo al travaglio
In cui non boccheggio
Sorte di un pesce morto

Restare a galla
È solo una condanna
Se non sai nuotare
Ridotta ad esca
In mezzo al mare

Io mi sento forte
Ma l’ascia della morte
Miete le mie svolte
Prevede le mosse (x2)

Rit:
Gli occhi mi ruotano un po’
Come mi girano-oh
Le palle, le palle
Gli occhi mi ruotano un po’
Come mi girano-oh
Le palle
Mi girano, mi girano le palle
Le palle

L’insicure-eh
È una brutta be…
che ti morde sul co..
quasi fosse sciaca…
Carne fre…sca
Per chi brama e aspe…
che la mia vita si trasfo…in uno splatter di altri Gio…

ANTON SCONOSCIUTO

Bio

Batterista e compositore nato a Londra ma vissuto dall’infanzia a Siena. Dopo aver militato in vari progetti, ispirato da Beatles, Beach Boys, Mac DeMarco, Andy Shauf , ritrovatosi per qualche mese a vivere fra Amsterdam Oost e l’Italia, ha composto ed arrangiato ad inizio 2021 una decina di pezzi che raccolgono al loro interno tutte queste influenze e lo hanno spinto a formare il primo progetto a suo nome. Fra sonorità Synth-Pop e Indie, dinamiche intime e testi in inglese ha provato a dare le risposte che si cercano in un periodo così particolare. Stabilito a Roma, ha iniziato a suonare i suoi brani (alla batteria ed alla voce) con una formazione di musicisti provenienti da varie parti d’Italia e d’Europa.

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Testo - TO MEET YOU

Got on a boring train,
didn’t expect this
motorways, skyless days
all comes down to a screen

where we talk every night
room wakes up more bright
how did this pair with me
when I used to say:

I’ll leave you at home with no
background noise
an hidden voice
tells me I’ll be alone

I’ll meet you again sometime
hidden voice,
the darkest noise
tells me I’ll be alone

But I’ll meet you again sometime
I’ll meet you again sometime

Found myself a child again
don’t know how to walk
sunny rays, melted trays
of when I wasn’t alone

Some places feel the same
as who makes you care
this town drained my despair
now we talk and share

I’ll leave you at home with no
background noise
an hidden voice
tells me I’ll be alone

but I’ll meet you again sometime
hidden voice,
the darkest noise
tells me I’ll be alone

But I’ll meet you again sometime
I’ll meet you again sometime
I’ll meet you again sometime.

TRADUZIONE

Sono salito su un treno noioso
non mi aspettavo questo
autostrade, giorni senza cielo
dipende tutto da uno schermo

dove parliamo ogni sera
la stanza si risveglia più luminosa
come ha potuto questo fare coppia con me
quando prima dicevo:

Ti lascerò a casa senza
rumore di sottofondo
una voce nascosta
mi dice che sarò solo

Ti incontrerò di nuovo qualche volta
voce nascosta
il rumore più oscuro
mi dice che sarò solo

Ma ti incontrerò di nuovo qualche volta
ti incontrerò di nuovo qualche volta

Mi sono ritrovato bambino
non so come camminare
raggi di sole, tracce sciolte
di quando non ero solo

Alcuni posti ti danno la stessa sensazione
di chi ti suscita interesse
questa città ha prosciugato la mia disperazione
adesso parliamo e condividiamo

Ti lascerò a casa senza
rumore di sottofondo
una voce nascosta
mi dice che sarò solo

Ti incontrerò di nuovo qualche volta
voce nascosta
il rumore più oscuro
mi dice che sarò solo

Ma ti incontrerò di nuovo qualche volta
ti incontrerò di nuovo qualche volta
ti incontrerò di nuovo qualche volta

BALE

Bio

Bale, pseudonimo di Valeria Burzillà, è una cantautrice siciliana trapiantata a Torino. La musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella sua vita, ma è solo durante gli anni dell’Università che si fa sentire l’urgenza di scrivere canzoni, quasi sempre in inglese, un po’ per conciliarsi con la carriera parallela, quella di traduttrice, un po’ perché così si illude di mettersi meno a nudo quando canta. Le ultime canzoni sono il risultato di ascolti quali Dodie, Maisie Peters, Griff, Fiona Apple, Orla Gartland, Any Other, Haim e Oh Wonder e derivano dall’esplorazione di temi ricorrenti nel passaggio alla vita adulta, amicizie che mutano, ansia e incertezza per il futuro, illusioni, nostalgia per l’infanzia e voglia di fare la differenza.

 

Testo - PAST

When you were young you didn’t know
Most importantly you didn’t have to care
Now you’re left out in your corner
And everybody watches you fade

Wouldn’t it be so nice to turn back time even for a while?
Just a glimpse of what has been and now left webs inside

Just enjoy being a legacy
Someone fought and paid with blood for my presence here

For those behind me and those who’ll follow along
I’m here standing where I know that I belong

Wouldn’t it be so nice to turn back time even for a while
Just a glimpse of what has been and now left webs inside
Kinda like when you dream just everything’s covered in lies
Touching and feeling everything like it was present day
What if it was true?
What if you felt it too?

PASSATO
Quando eri piccolo non lo sapevi
Ma soprattutto non doveva importarti
Adesso te ne stai da solo, nel tuo angolo
Mentre tutti ti guardano scolorire

Non sarebbe così bello tornare indietro, anche solo per poco tempo?
Appena un’occhiata a ciò che è stato e ha lasciato ragnatele dentro

Apprezzo di essere un lascito
Qualcuno ha lottato e pagato col sangue la mia presenza qui

Per quelli dietro di me e per quelli che seguiranno
Sono qui in piedi e me ne sento parte

Non sarebbe così bello tornare indietro, anche solo per poco tempo?
Appena un’occhiata a ciò che è stato e ha lasciato ragnatele dentro
Come quando sogni, tutto ricoperto di bugie
Toccare e sentire tutto come se fosse oggi

E se fosse vero?
E se lo sentissi anche tu?

BIANCA

Bio

Bianca, all’anagrafe Bianca Giacomoni, è una giovane cantautrice altoatesina. Si avvicina alla musica da giovanissima: a 6 anni entra nel coro dell’Istituto Musicale Vivaldi di Bolzano, scegliendo di approfondire poi lo studio del pianoforte. Oggi è iscritta al Conservatorio Bonporti di Trento, dove frequenta il corso di composizione jazz.  La sua proposta è quella di una atmosferica musica d’autore, evoluta e moderna.

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Testo - MULINI A VENTO

Non riesci ad essere più vera di così
da quando hai perso ogni occasione per mostrarti
Ma io sono io
E non posso mai cambiare idea su chi ha pagato troppo poco

Il clown più triste non ha mai un grande successo
se non può piangere né ridere
Ed io non riesco ad essere più falsa di così

Viaggiavo leggera
ma adesso penso di volere che tu sia di peso

Mi gioco la carta di chi ha sempre fatto la grande
che sia fare od essere è poco importante
E se non è tutto un po’ più chiaro
I mulini a vento sanno farti male

Per chi ne vede tanti non è mai finita
lascia che ti trovi io qualcuno da insultare
Sono piuttosto brava
mi guardo spesso intorno

E non riuscirei mai ad essere più falsa di così

Viaggiavo leggera
ma adesso penso di volere che tu sia di peso

È troppo facile pensare che sia troppo difficile fare da soli
Mi offro di prenderti a calci, tu non ringraziarmi
Tanto leggera ci viaggio comunque
so non provare niente

Viaggiavo leggera
ma adesso penso di volere che tu sia di peso

Ma non so se lo penso davvero 

CAROLINE SAVAGE

Bio

Caroline Savage è una giovane polistrumentista di Jackson Hole, Wyoming, che attualmente vive a Firenze.  Nonostante i suoi quindici anni propone un bizzarro esperimento in bilico tra barocchismi, musica vittoriane e suggestioni tardo anni ’60 come in una vertiginosa macchina del tempo.

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Testo - ALIEN

I am
just an alien
I am
just one of them
One of many of
them too
And we’re coming to earth
for you

Four score
Seven years ago
I left
Everything I know
Everyone I love
Behind

It’s all left behind

Merry go round
at the speed o sound
Mary goes round
can you hear the sound?
Can you hear it now..
Can you hear it now..

Come on my ship
We’ll take a trip
Cross space and time
Space and time

As all unwinds
my ship she climbs
a laser line
across space and time

For all that you know
we know you will grow
children
children
into what
you’ll soon know

I am
just an alien
I am
just one of them
One of many of
them too
And we’re coming to earth
for you

One day
You will be like me
Far off
In the galaxy
Drifting ever aimlessly
in time

Our space ship
Just may slip
Through a worm hole
or a black hole
a black hole

Dare to be weightless
Dare to be hateless
Spiteless and kind
It’s all in your mind

There’s a black hole
in the middle of my room
And I go there
when I’m feeling the gloom
Feeling the gloom

——————–

“ALIENO”

sono
solo un alieno
sono
solo uno di loro
Uno dei tanti
anche loro
E stiamo arrivando sulla terra
per te

Quattro punti
Sette anni fa
ho lasciato
Tutto quello che so
Tutti quelli che amo
Dietro a

È tutto lasciato alle spalle

Buon giro
alla velocità del suono
Mary va in giro
riesci a sentire il suono?
Puoi sentirlo ora..
Puoi sentirlo ora..

Vieni sulla mia nave
Faremo un viaggio
Attraversa lo spazio e il tempo
Spazio e tempo

Come tutto si svolge
la mia nave sale
una linea laser
attraverso lo spazio e il tempo

Per tutto quello che sai
sappiamo che crescerai
figli
figli
in cosa?
lo saprai presto

sono
solo un alieno
sono
solo uno di loro
Uno dei tanti
anche loro
E stiamo arrivando sulla terra
per te

Un giorno
sarai come me
Lontano da
Nella galassia
Alla deriva sempre senza meta
in tempo

La nostra astronave
Può solo scivolare
Attraverso un buco del verme
o un buco nero
un buco nero

Abbiate il coraggio di essere senza peso
Abbiate il coraggio di essere senza odio
Spietato e gentile
È tutto nella tua testa

C’è un buco nero
nel mezzo della mia stanza
E io ci vado
quando sento l’oscurità
Sentire l’oscurità    

DIORAMA

Bio

Diorama è Matteo Franco, ventiquattrenne originario della Puglia trapiantato a Milano. Studia il pianoforte in conservatorio, imparando la chitarra, la batteria e il basso da autodidatta. Nel 2018 parte il progetto artistico, il songwriting come mezzo per conoscere se stessi e interfacciarsi con la realtà. Con un background che spazia tra il britpop alla nuova psichedelia (che influenza fortemente l’artista anche sul piano estetico e visivo) il linguaggio musicale firmato Diorama è in uno stato di continua, inevitabile espansione, proprio come lo è il suo spettro emotivo e la sua palette di suoni. Nel 2021 esce il suo primo disco, “Prima che sia mattina”. Il singolo estratto “Souvenir” arriva anche in radio.

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Testo - DUE METRI DAL SUOLO

In questa città
Se vuoi essere un misfit
Ti serve umiltà
E dei buoni amici

In questa città
Troppi occhi puntati
Sui nostri anni randagi
Vi sento determinati a non

Fammi sbagliare in pace
Quello che non vi piace
Cercate di cambiare
E voglio farvi incazzare

Datti da fare sai
Che quando tornerai
Camminerai a due metri dal suolo

Ti guarderai attorno
Darai un prezzo a tutto e tutti
E non avrai paura di essere solo

Temi di più di perdere i sensi
O i sentimenti
Temi di perdere conoscenza o le tue conoscenze
Porte spesse nelle tue orecchie
Senza permesso nessuno sente

Se vuoi scoprire
Il potere di adesso
Dormi per un’estate intera
Frantuma uno specchio

Tra sette anni sfiga sei
Giovane lo stesso e hai
Meno sonno per rincorrere
L’inverno

Sempre in ritardo
Una tabella di marcia
Che percepisco
Ma che nessuno mi ha imposto
Datti da fare sai
Che quando tornerai
Camminerai a due metri dal suolo

Ti guarderai attorno
Darai un prezzo a tutto e tutti
E non avrai paura di essere solo

Temi di più di perdere i sensi
O i sentimenti
Temi di perdere conoscenza o le tue conoscenze
Porte spesse nelle tue orecchie
Senza permesso nessuno sente

Non me l’ha imposto nessuno di stare così
Ma comunque non ho scelta
Vorrei altre opzioni cerco soluzioni dentro le canzoni
Una causa persa
Quando scrivo solo problemi nuovi
Ascolto gli altri sono sempre migliori
Ma comunque non ho scelta
Per fortuna non ho scelta    

GIULIO VANNUZZI

Bio

Giovanisimo fiorentino, con quel che aveva a disposizione, da ”polistrumentista arrabattato”, ha registrato e prodotto i suoi primi brani solisti in pieno lockdown. Dopo anni di ”british-psichedelia” con gli Handshake, decide di centrifugare le sue grandi passioni musicali (Pink Floyd su tutti) e le suggestioni ricevute dagli amici musicisti, dal grunge dei vecchi Marasma di Vieri Cervelli Montel ai Finister fino agli Handshake e a Nervi che lo ha instradato alla passione per Battisti e l’italiano, fino al produttore Samuele Cangi e la sua ossessione per i Beatles.

Testo - POLITON

non ti fermi mai
non mi aspetti mai
mi lasci sempre indietro
sulla scia del tuo profumo
non conosci il sì
sei sola contro tutti ormai
non ti stanchi mai
di porgermi la mano

ma credimi non sarà
un problema per nessuno mai
se oltre a ciò che sei
puoi dirci anche che vuoi

dormiamo all’alba e poi
con il buio noi
ci sentiamo a nostro agio
non si vede ciò che siamo

caro mondo non ci vuoi
se fischi ce ne andiamo noi
dove non lo so
ma poco è più di niente o no
credimi non sarà
un problema per nessuno mai
se oltre a ciò che sei
puoi dirci anche vuoi

seduto sul tuo prato
disturbato da un’idea
che si perde a pesar di più
non potevo saperlo già

non ti fermi mai
non ci aspetti mai
ciò che è fatto è congelato
in un luogo abbandonato
ritornarci non si può
un po’ mi piange il cuore sai
nostalgia di ingenuità
mi sento più leggero già
apro le ali verso est
e di ieri vedo il sole
non si ferma mai
intorno alla mia mente sai
che non si accorge che
anche oggi alto il sole c’è
credimi non lo sa

ma credimi non sarà
un problema per nessuno mai
se oltre a ciò che sei
puoi dirci anche che vuoi 

FLOAT MUSIC

Bio

Float Music nasce a Bologna nel 2019 dall’incontro dei due musicisti Anna Tagliabue e Stefano Maimone. Entrambi provenienti dal mondo del jazz, hanno intrapreso insieme un viaggio alla ricerca di nuove sonorità legate a doppio filo al mondo del cantautorato angloamericano e non solo. Numerose sono le influenze musicali che si posso riscontrare all’ascolto, ma l’animo acustico del progetto riesce ad amalgamarle e rendere il sound riconoscibile. Attivi soprattutto tra l’Emilia Romagna e le Marche, hanno avuto la possibilità si esibirsi in vari Festival ed eventi, sia online che in presenza.

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Testo - PRIMAVERA

Sono qui, solo questo ho da offrirti Stai attento a non schiacciarmi
In un sol momento.
Io sto qui, in attesa che il mio nome Risuoni nel castello
Che ho costruito sul mio petto
Per sentirmi meno fragile
Per stupirti con l’immagine che io ho di me Che io ho di me.

Lucida mi ergo a giudice
Per controllare ogni mio passo L’errore non ammetto
Vorrei guardarti complice,
Ma non posso più aspettarti
Con le mani sto scoprendo il mondo

Poi il tempo cambia è la stagione del raccolto A mani nude lo porto al petto
Per sentire una stagione nuova
La mia terra sotto i piedi
Sentimenti liberi di accarezzare questo grande ancora No, non puoi schiacciarmi più
No, non puoi avermi più
Come il vento , ora , accarezzo ogni tuo passo

Intrepida mi ergo a giudice
Per suggellare ogni promessa
E cancellare qualunque fretta
Oramai mi sento complice
È l’inverno del mio nome,
Ma sulle labbra una primavera sboccia    

FOGG

Bio

Fogg è un un pugno di canzoni con la forma della nebbia ed il sapore mare. E’ musica liquida, mutevole, trasparente, ogni giorno diversa. Fogg (dall’ omonimo esploratore di Jules Verne) affonda le radici nei precetti della musica colta, si esprime in italiano e tocca sonorità spesso molto diverse tra loro. E’ al lavoro sul suo album d’esordio.

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Testo - PECCATO

Io non ti ho perso
ma se ti cerco, se mi concentro non mi ricordo
dove ti ho messo

Qual era il tuo posto? Che cosa è successo?
Quando ritorno, quando mi sveglio io non ti penso

Io non ti ho perso
ma per adesso, per il momento, io ti conservo tra le milioni di pagine nei libri che ho letto
scusa se non te l’ho detto, se non ti ho chiesto il permesso
forse ero stanco, forse ero spento

Va be’ fa niente
se non ti offende dentro un albergo nella mia mente ci sono milioni di stanze deserte
Cosa ne pensi di startene dentro una di quelle?
Che cosa ci prende?
Ci diamo la mano tenendo le braccia conserte

Io non ti penso
anche se tutto quello che hai detto me lo ricordo
che la provincia sembra il buco di culo del mondo
Che bella la musica, peccato il testo
Ma chi te l’ha scritto?
Potevi fare di meglio

Che palle i tuoi amici
sono davvero troppo felici
sia maledetto quel giorno che ti ho scoperto
piacere, Alberto

Io non ti ho perso
ma per adesso, per il momento, io ti conservo tra le milioni di pagine nei libri che ho letto
scusa se non te l’ho detto, se non ti ho chiesto il permesso
forse ero stanco, forse ero spento

Va be’ fa niente
se non ti offende dentro un albergo nella mia mente ci sono milioni di stanze deserte
cosa ne pensi di startene dentro una di quelle?
L’amore ci investe e manco c’avverte

Io non ti ho perso
ma per adesso, per il momento, io ti conservo tra le milioni di pagine nei libri che ho letto
Tu sei il mio fiore secco
Che cosa ci prende?
Ci diamo la mano tenendo le braccia conserte    

HINDYA

Bio

Hindya Cioppi in arte Hindya, ha 23 anni, nata a Firenze. Appassionata al soul, all’R&B anglosassone e al blues americano degli anni ’90. Nata come interprete, sta sperimentando un suo progetto musicale in lingua inglese

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Testo - BETH ARDEN

S1
She wears Beth Arden
Unknown at the most
But little matters
My neck still smells like you
“I’ll be back at 6.00 p.m.”
It was faster to do 8×8
Sixty – four minutes waiting
I had to throw the phone away

RIT
My left side
“I still hate you”
My right side
“he’s already in head”

S2
Tooth for tooth
Head to head
Me on west
You on east

uh, seems like that (x2)
Nostalgia, melancholy.

RIT (x2)
My left side
“I still hate you”
My right side
“He’s already in head”

S3
I remember when you left me away
It didn’t seem so painful, at all
Then I smelled, your aroma again
I forgot who it belonged to.

RIT(x2)
My left side
“I still hate you”
My right side
“He’s already in head”

traslated:
Lei indossa Bet Arden
Sconosciuto alla più
Ma poco importa
il mio collo sa ancora di te
tornerò alle 18
ho fatto prima a fare 8×8
64 minuti ad aspettarti
ho dovuto buttare via il telefono

la mia parte sinistra (cuore)
“io ti odio ancora”
La mia parte sinistra
“se ormai nella mia testa”

Dente per dente
testa a testa
io ad ovest
tu ad est

oh sembra quasi che..
nostalgia, malinconia

la mia parte sinistra (cuore)
“io ti odio ancora”
La mia parte sinistra
“se ormai nella mia testa”

Mi ricordo quando te ne sei andato via
non sembrava così tanto doloroso
poi, ho sento il tuo profumo ancora
Dimenticai a chi appartenesse

la mia parte sinistra (cuore)
“io ti odio ancora”
La mia parte sinistra
“se ormai nella mia testa”

I DOLORI DEL GIOVANE WALTER

Bio

Nascono nel 2017 nella provincia di Salerno da un’idea di Walter Valletta, giovane cantautore del Cilento che inizia il suo progetto solista nel 2015. Nel 2017 si concretizza l’idea di creare una band con cui poter realizzare un progetto inedito, dal tiro indie pop ma con sonorità tendenti al rock contemporaneo della scena italiana. Si aggiungono gli elementi necessari alla formazione della band, con cui dare forma alle liriche e alla stesura dei brani.

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Testo - VELENO

A me non interessa niente
degli sguardi della gente
che sorride anche quando c’è da piangere
le riconosci hanno un animo gentile
e poi ti buttano in un oceano di spine
e ti ritrovi con dei tagli sulle braccia 
ma basta un bacio sulle ferite per guarire…
Oggi c’è una luce che riscalda il cuore
chissà poi domani  
una nuvola a nasconderne l’odore
così che non lo trovino le persone 
che iniziano ad abusare e a costruirci su l’amore…

A me basta vivere di pace, vedere, quanto è bella la natura
perdersi nei profumi dolci
fino a penetrare nelle ossa
stare al caldo nel midollo
passeggiare sul tuo collo

ma tu del resto non perder tempo
guarda che bel verde le foreste
abbandona il cemento delle case
il catrame delle strade 
si sente il sudore della mano
da un uomo forte scorre piano
tutto questo veleno
ormai è dentro me, temo
ormai dentro me, tremo
ormai è dentro me, tremo
ormai è dentro me

LEAF DEPOSIT

Bio

Grunge, new wave punk, lo-fi rock con ispirazione shoegaze con l’immediatezza della formazione classica “due chitarre basso batteria”. Fiorentini, consapevoli ed attenti alle tematiche sociali, stanno lavorando ad un ep d’esordio.

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Testo - CONMAN

Take it home or leave it
As you know the world is bleeding
Can’t you make your money grow a little less?
See the world go up in flames
while everyone is not to blame
But someone’s doing something, that I know
Guess it’s time to steal the means of production

Just do it…I blew it

Going home the other day
you told me we were all, okay
I really don’t believe that is the case
Every moment passing
isn’t helping with the bashing
And the only thing to suffer is our home
Guess it’s time to steal the mean of production

ITA
Prendere o lasciare
Il mondo continua sanguinare
Non è che puoi far crescere quei soldi un po’ meno?
Guarda mentre il mondo brucia
Mentre nessuno ne prende le colpe
ma qualcuno è colpevole, ne sono certo
Immagino sia il momento di prendersi i mezzi di produzione

fallo e basta…ho sgarrato

Tornando a casa l’altro giorno
Mi hai detto che tutto sarebbe andato per il meglio
Ma non credo che sia la realtà dei fatti
Ogni secondo che aspettiamo, non aiuta i danni
e l’unica a soffrirne è casa nostra
Immagino sia il momento di prendersi i mezzi di produzione  

MMK

Bio
Gli MMK nascono a Forlì nel 2009 identificandosi nell’acronimo del museo di arte moderna di Francoforte, il Museum Für Moderne Kunst ma anche in quello dell’aeroporto della città di Murmansk. Questa duplice personalità diventa il tratto caratterizzante del loro stile compositivo. Piedi ben saldi nella cruda realtà dei giorni nostri, ma con lo sguardo sempre rivolto verso un futuro prossimo: un lontano est immaginario. La memoria collettiva e l’occhio cinicamente critico sul presente quali motori delle aspirazioni, delle speranze del singolo e della collettività. Fresco di produzione il primo LP: Fine Della Storia. Un monito? Un’invocazione? Un timore? Una certezza? Forse tutte queste cose, oppure nessuna.

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Testo - I DINOSAURI

I dinosauri si sono estinti per non vedere i bambini morti
ammazzati dai loro stessi genitori ora impuniti, si forse così
è…
I dinosauri si sono estinti per non vedere genitori morti
ammazzati dai loro stessi figli ora grandi e pentiti, si forse
così è…
Se vuoi scavare, loro sono sotto i piedi tuoi
Tu puoi cambiare, non dire che non sono fatti tuoi.

Ci estingueremo, a vicenda
Ci estingueremo, senza pietà
Ci estingueremo, in eleganza
Ci estingueremo, tutti noi come loro

I dinosauri si sono estinti per non subire anni di TV
commerciale che tanto dice solo quello che a pochi pare, si
forse così è…
I dinosauri si sono estinti onde evitare lunghe file andando
a votare democraticamente ignorati noi siamo, di certo così
è…

Resteranno gli eroi, nei testi, senza se e senza ma
Rideranno di noi, nei testi, senza se e senza ma

Diciamo addio alla civiltà      

SANTAMARYA

Bio

Laziali, artisti del mese per MTV New Generation, e finalisti all’ultimo Primo Maggio Next, i Santamarya hanno all’attivo quattro singoli, che hanno presentato a Radio1 Music Club, Radio2 Esordi, e sono entrati in rotazione a Radio2Indie e MTV. L’EP “Nessuno ricorda niente” vede la produzione artistica di Giorgio Maria Condemi (Motta, Marina Rei) e la partecipazione di artisti come Cesare Petulicchio (Bud Spencer Blues Explosion), Roberto Martinelli (Zucchero, Gino Paoli), Carmine Iuvone (Tosca, Motta) e Nadja Maurizi (Bottega Glitzer). La loro proposta è un pop italiano etereo e contemporaneo con suggestioni indie -folk.

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Testo - TI PORTERÒ CON ME

Ti porterò con me,
dopo un lungo inverno
Tu mi terrai la mano,
balleremo un po’.
Poi vedremo un film,
di un regista matto
tu ti addormenterai
tra le mie braccia.
Quando ti sveglierai,
sarà stato un sogno.
Quando ricorderai,
saremo già vecchi.

Ti porterò con me,
dopo un lungo inverno
il gelo scioglierà,
rinasceranno i fiori
dentro i tuoi occhi grandi
o dentro i tuoi pensieri
e io ti parlerò di quando bevo tanto
Quando ti sveglierai,
sarà stato un sogno.
Quando ricorderai,
saremo già vecchi.

Tra la veglia ed il sonno
Lascio scorrere i pensieri.

SENNA

Bio

Senna è un progetto musicale fondato nel 2017 sulle canzoni di Carlo Senna, autore romano classe ’89, che si sviluppa attraverso il lavoro di tre polistrumentisti – oltre a Carlo, suo fratello Simone e Valerio Meloni – e la registrazione analogica, su nastro, in casa. L’album d’esordio ‘Sottomarini’, uscito nel 2019 e realizzato recuperando un vecchio 8 piste a bobine è stato ben accolto da Rolling Stone, Billboard, Rockit, Dance Like Shaquille O’Neal. Il tour, intrapreso nel 2020, viene interrotto per l’emergenza covid. Nel 2021 iniziano a pubblicare nuovi brani tra pop sognante in italiano e suggestioni bucoliche, con ottimo riscontro social. Oltre ai concetti di ‘lo-fi’ e ‘home-made’ che tracciano il filo rosso dell’intero lavoro dei Senna, si unisce un’importante presenza sul territorio di appartenenza: Ostia. È da qui che la band parte e dove ha instaurato negli anni un dialogo con il Municipio Roma X, con cui organizza spettacoli e concerti a Ostia, che diviene teatro privilegiato di tutti i videoclip estratti dal loro disco d’esordio, “Sottomarini”. Ed è proprio a Ostia che i Senna, seguendo la loro linea ‘indie lo-fi’, stanno anche creando una label indipendente, ‘Roma 10’, che possa nel tempo diventare espressione musicale e culturale del territorio.

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Testo - STALATTITI

Stalattiti silenziose nella notte
scrivimi pure lo sai che non dormirò
sgoccioliamo freddi sui binari di Redemption Song.

boschi immaginari sui balconi
ricalco gli alberi che non li so più
disegnare bene da quando ho la testa a forma di tv.

non c’è niente da vedere
non c’è niente da capire
solamente un’ora d’aria per evitare di impazzire
e di cercare una risposta
sulla riva opposta delle tue parole.

ti riscalderò col vento e ti nasconderò nel sole.

sei diventata un po’ più alta in questi mesi
o forse è solo che non eri qui
gli occhi da elefante non sopravviveranno a un altro tg.

ma nel sudore di un’estate inesistente
io mi ricordo che qualche anno fa
rimanevi spenta per paura della libertà.

non c’è più niente da vedere
non c’è più niente da capire
solamente un’ora d’aria e la paura di impazzire
e di cercare una risposta
sulla riva opposta delle tue parole.

ti riscalderò col vento e ti nasconderò nel sole.      

VALERIO MARTINO

Bio

Classe 86, nato a Roma da madre attrice e padre un po’ musicista e molto muratore, Valerio Martino mette le radici in Toscana dopo la separazione dei suoi. Cresce nell’ambiente teatrale della madre per poi immergersi completamente nella musica a 12 anni, prima con la batteria, poi con la chitarra. Tra i 15 ed i 30 anni fonda varie band (tra le tante The Street Clerks) che lo portano a dividere il palco con artisti del calibro di Brunori Sas, Francesco De Gregori, Caparezza, Edoardo Bennato. Dall’esigenza di iniziare un percorso artistico più intimo e personale nasce il progetto Valerio Martino.

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Testo - UOMINI DEL DUEMILA

Vorrei che tutti almeno un giorno all’anno
si andasse in strada senza vestiti addosso
Ballando forte, fuori tempo e scordinati,
sudati come esseri umani

aahhhhh…vorrei

Vorrei che tu mi portassi delle rose,
e che gli uomini piangessero almeno un giorno al mese
In bella vista, affacciati dal terrazzo,
perché chi fa sempre il duro…si rompe il cazzo

Ahhhh…lo senti che è tutta un’altra vita?
E forse in fondo i nostri nonni
non l’avrebbero capita
Ahhhh…lo vedi che non hai più paura?
Puoi dire sempre ciò che senti..
Siamo uomini del Duemila

Vorrei gridare tutta la mia rabbia
ai nostri genitori guardandoli dritti in faccia
Ma so che ognuno fa del suo meglio,
e che ogni padre prima di tutto è un figlio

Ma tanto cambia anche in un solo giorno…
non ci credevo, ma ho fatto un sogno
Ero da solo con il Papa,
in spiaggia dopo un afterhour
E mi diceva che si era innamorato,
me ne parlava molto preoccupato
Gli dico “Ehi…non senti che aria fresca?
Se ti manca l’aria, respira questa”

Ahhhh…lo senti che è tutta un’altra vita?
E forse in fondo i nostri nonni non l’avrebbero capita
Ahhhh…lo vedi che non hai più paura?
Puoi dire sempre ciò che senti..
Siamo uomini del Duemila

Ahhhh…lo senti che è tutta un’altra vita?
E forse in fondo i nostri nonni non l’avrebbero capita
Ahhhh…lo vedi che non hai più paura?
Puoi dire sempre ciò che senti..
Siamo uomini del Duemila

TENORE FI

Bio

Tenore Fi classe 1991, nasce nella periferia nord di firenze, si avvicina al mondo dell’hip hop all’età di quindici anni. nel 2010 il progetto Esercito Ribelle lo vede protagonista insieme a Tornado, permettendo all’artista di orientare le proprie rime verso tematiche sociali. Dopo la fine di questa esperienza ad inizio 2018 nasce BTM206 crew insieme a Balle Blooh e Massiccio, esperimento attraverso il quale l’artista è passato per arrivare al suo primo disco solista: Storie Comuni Ep.

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Testo - CAPOLINEA

Occhi stanchi al tramonto battono in ritirata sopra mezzi di fortuna tornano verso casa, stessi pensieri nulla cambia ieri come oggi la radio passa due merdate e nel mezzo fa gossip.
Siamo in guerra nei quartieri a scuola e nelle piazze, dal basso perché il baratro qua non conosce Razze,
vite spezzate da cartelle esattoriali e ancora morti sul lavoro che non leggi sui giornali.
Lo Stato lava la coscienza caricando a freddo padri di famiglia privati di uno stipendio, pensieri atroci come premere un grilletto siamo giunti al capolinea tutto questo non lo accetto.
La solitudine, Il freddo che punge l’anima Abbiamo smesso di parlarci per questa fretta meccanica,
L’indifferenza è sadica ti attacca e ti contamina ma il tempo sta scadendo dobbiamo voltare pagina.

Rit 2 volte:
il presupposto qua
Rimane non arrendersi ho visto gente farcela, altri invece perdersi,
Facce distrutte schiacciate da questa messa in scena
Si sono chiesti se poi vivere vale la pena.

Occhi stanchi al tramonto Battono in ritirata la mia gente urlalo forte non è mai cambiata, ha perso amici in queste strade e brinda alla memoria, ma a dirla tutto un ricordo spesso qui non consola. A terra esanimi la vita ci toglie il respiro, noi lo sappiamo tutti quanti chi è il vero nemico, tocchi il fondo e in più ti fanno sentire un fallito, mentre non trovi più niente per cui sentirti vivo.
La gioia di riprendere tua figlia fuori scuola, quando non sai se tu potrei permettergliela ancora, perché la privatizzazione razzia ciò che tocca e lascia flotte di studenti con l’amaro in bocca.
Il vento cambia e noi dannatamente agitati, ma veramente ci sentiamo emancipati?
Fuoco ai sogni il tempo è nostro anche se sta scadendo, pure se hanno manomesso ogni tuo sentimento.

Rit 2 volte:
il presupposto qua
Rimane non arrendersi ho visto gente farcela, altri invece perdersi,
Facce distrutte schiacciate da questa messa in scena
Si sono chiesti se poi vivere vale la pena. 

WEEKEND MARTYR

Bio

Sonorità psichedeliche e un’ attitudine punk, Weekend Martyr è un progetto nato a Livorno nel 2020. Con due dischi alle spalle ed un suono arricchito nel tempo da synth e organi vintage, colorano di splendori glam i temi cupi e depressivi che affrontano  alivello testuale.

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Testo - PRETEND

Why am I forced to remember things?
I have to stop and take a seat
There’s something wrong in the way I should do it
And there’s no place for those who do not see it

Why you on earth? Where is my grave?
Why falling in love? When you could just pretend it
Why a life to be lived? Why being in time?
When there’s no being late
What Am I doing here?

Why I’m forced to be something?
Do not drink when you take your meds
Why searching for answers?
When you could just pay for it

How could – I care?
When there’s nothing left to say
How could- I Care?
When nothing clears it

Why you on earth? Where is my grave?
Why falling in love? When you could just pretend it
Why a life to be lived? Why being in time?
When there’s no being late
What Am I doing here?

ITA :

Perché sono costretto a ricordare le cose?
Devo fermarmi e mettermi seduto
C’è qualcosa che non va nel modo in cui dovrei fare le cose
E non c’è spazio per chi non riesce a vederlo
Perché sei sulla terra?
Dov’è la mia tomba?
Perché innamorarsi?
Quando potresti semplicemente fingere
Perché avere una vita da vivere?
Perché essere in tempo
Quando non si può fare tardi?
Cosa sto facendo qui?
Perché sono costretto a essere qualcosa?
Non bere quando prendi le tue medicine
Perché cercare risposte?
Quando potresti semplicemente pagare per quest’ultime?
Come potrebbe interessarmi?
Quando non c’è più niente da dire
Come potrebbe interessarmi?
Quando niente può cancellarlo
Perché sei sulla terra?
Dov’è la mia tomba?
Perché innamorarsi?
Quando potresti semplicemente fingere
Perché avere una vita da vivere?
Perché essere in tempo
Quando non si può fare tardi?
Cosa sto facendo qui?  

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